Se smettessimo di dormire… il corpo andrebbe in corto circuito

Forse non moriremmo, perlomeno non subito. Ma vivremmo in un mondo abitato da persone che parrebbero ubriache

Gli occhi iniettati di sangue e cerchiati di blu. La testa che ciondola, i nervi a fior di pelle; basta lo squillo del cellulare per saltare sulla sedia. Dopo una notte passata svegli, chi non è uno straccio? Eppure il sonno a parecchi sembra tempo perso: oggi che il mondo corre veloce, anche il sonno lo consumiamo con velocità, e infatti dormiamo sempre meno e sempre peggio. Ma che succederebbe se non dormissimo mai?

Rincitrulliti, ma vivi

L’espressione “morto di sonno” è più un modo di dire che una verità scientifica perché nessuno risulta essere mai passato all’altro mondo per aver saltato qualche notte (anche se non risultano persone che abbiano davvero “smesso”). Certo, ad alcuni animali è successo: già nel 1898 i due fisiologi italiani Lamberto Daddi e Giulio Tarozzi dimostrarono che i cani muoiono entro un paio di settimane se viene impedito loro di dormire, mentre Allan Rechtschaffen del Mount Sinai Hospital di New York verificò negli anni ’80 che pure per i topolini la mancanza di sonno può essere letale. A noi probabilmente non potrebbe accadere forse perché siamo capaci di adattarci facendo micro-sonni di pochi secondi di cui non ci accorgiamo che però, secondo uno studio dell’Università di Singapore, ci aiuterebbero a “spegnere” alternativamente pezzetti di cervello e quindi a non andare in tilt quando ci spingiamo oltre i limiti: saremmo insomma un po’ emuli dei delfini, che in pratica non dormono mai per davvero perché lo fanno solo con metà cervello alla volta.

Forse non moriremmo, quindi, e staremmo anche meno male di quel che si teme, almeno a giudicare da chi ha provato a resistere sveglio a lungo. A parte casi non ben documentati, come il contadino vietnamita che asserisce di non dormire dal 1973 ma che non è stato studiato davvero a fondo, il record è di Randy Gardner: nel 1964, a diciassette anni, durante un esperimento è rimasto sveglio per 264 ore, undici notti. Ma non ha avuto conseguenze permanenti: allucinazioni e alterazioni della sensibilità durante l’esperimento, ma nessun danno nel lungo periodo. E neppure ha dormito giorni e giorni di seguito per recuperare: in totale aveva perso circa 4mila minuti di sonno, ma la prima notte ha dormito 500 minuti in più rispetto al normale e già dopo la terza notte è tornato a una durata di riposo consueta. E non se la passava male anche l’infermiera settantenne inglese studiata da Ray Meddis, della Essex University, che per una vita ha dormito ogni notte appena 40 minuti: il suo però era un sonno super-concentrato, con le stesse fasi di quello normale. Soltanto, rapidissime. Ma allora, tirando un po’ la corda, si potrebbe davvero non dormire mai?

La risposta è che, almeno nel breve periodo, senza sonno probabilmente non avremmo danni irreversibili. Però, farne a meno del tutto e sempre non si può. Perché il sonno è indispensabile per il cervello, che mentre dorme “fa le pulizie” eliminando sostanze di scarto e scegliendo quali informazioni e ricordi trattenere; ed è fondamentale per l’organismo, che va in pausa riducendo i ritmi e il metabolismo per poi tornare pienamente attivo il mattino successivo.

Come sbronzi

Detto questo, però, ipotizziamo lo stesso di riuscire a non far cadere mai la palpebra, come diventeremmo? E come sarebbe una società in cui non si dorme mai? Non saremmo molto vispi, va detto. Dopo 24 ore filate passate svegli, l’effetto sul cervello è simile ad avere un tasso di alcol nel sangue pari almeno allo 0,1 per cento, quindi allo stato di ebbrezza. Dire che si è ubriachi di sonno insomma non è sbagliato: a furia di non dormire saremmo tutti alticci, incapaci di movimenti coordinati, che sembrerebbero “rallentati”.

Nel Pianeta dei senza sonno vagheremmo per le strade stanchi e in preda a vuoti di memoria, di umore depresso e incapaci di comunicare con gli altri o prendere decisioni sensate; magari non ci sembrerebbe neanche troppo drammatico, perché saremmo pure in preda a paranoia e allucinazioni e chissà che impressione avremmo del mondo intorno. Tutti effetti dei micro-sonni che il cervello farebbe per non impazzire del tutto. Non a caso la deprivazione di sonno è un metodo di tortura: non si muore, ma si fiacca la capacità di giudizio e di resistenza e i prigionieri prima o poi finiscono per crollare psicologicamente.

Verdi e grassi

Costantemente ubriachi e un po’ allucinati, quindi, dovremmo forse passare in massa alle auto a guida autonoma, perché senza dormire non saremmo in grado di metterci al volante: farlo significherebbe provocare incidenti a catena perché avremmo l’attenzione al minimo e i riflessi di un bradipo. Dello zombie avremmo anche l’aspetto: senza dormire la pelle peggiora a vista d’occhio e uno studio del Karolinska Institute svedese ha dimostrato che bastano “appena” 31 ore svegli per avere la cute più pallida e grigiastra, le rughe più marcate come fossimo invecchiati di cinque anni, perfino un’espressione più triste.

Saremmo bruttini insomma, e pure grassi: perdendo il sonno si altererebbero in via definitiva gli ormoni della fame e della sazietà, finiremmo per depredare il frigorifero a tutte le ore e mangiando di notte tenderemmo a metter su ciccia, perché col buio il nostro organismo è programmato per stare digiuno e il fegato, per esempio, non riesce a gestire bene i grassi che arrivano dal cibo. Per giunta saremmo diabetici e ipertesi: di notte la resistenza all’insulina cresce (non è il momento in cui è previsto che si usi l’energia dagli zuccheri) e così la glicemia tenderebbe inesorabilmente a salire, così come la pressione che non calerebbe mai, come invece normalmente succede nel corso del riposo notturno.

E se scampassimo a infarti e ictus provocati dal mix di ipertensione e diabete, potremmo ammalarci di tumore al seno o alla prostata. In una vita da insonni, infatti, il corpo risulterebbe sempre “acceso” e questo provocherebbe un caos metabolico a livello ormonale, che ci renderebbe più a rischio per questi tipi di cancro, tutti molto sensibili alle variazioni ormonali.

Niente sesso

Se invece, miracolosamente, restassimo sani e altrettanto miracolosamente, pur essendo brutti e ciccioni, trovassimo un’anima gemella? Non passeremmo 24 ore su 24 fra le gioie del sesso, tutt’altro: e dimostrato che agli uomini basta anche solo dormire poco (tre ore in meno ogni notte, per una settimana appena), per veder crollare la concentrazione di testosterone nel sangue e quindi il desiderio sessuale. Morale, non dovremmo augurarci una società che non dorme mai. Né provare ad arrivare a questo risultato usando stimolanti, dalla caffeina alle droghe, come del resto molti già fanno: il prezzo da pagare sarebbe ancora più alto, perché agli effetti deleteri della privazione di sonno si aggiungerebbero quelli legati alla dipendenza dalle sostanze.

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