Effetti negativi per tutto l’organismo
La CO2 agisce in diversi modi sulle nostre funzioni fisiche e vitali: può modificare respirazione, circolazione del sangue, acidità dei fluidi nel corpo, apporto di ossigeno al cervello e ai tessuti dell’organismo. Quando i suoi livelli aumentano, per esempio nei luoghi affollati come le sale riunioni o le aule scolastiche, possono insorgere mal di testa, scarsa concentrazione e, più in generale, una riduzione delle prestazioni cognitive. Se l’esposizione avviene per tempi prolungati, può alterarsi addirittura il normale pH del sangue, che diventa più acido e intacca alcuni processi metabolici, come l’assorbimento del calcio. Negli spazi chiusi, l’anidride carbonica viene prodotta principalmente con la respirazione: il metabolismo umano ha come “gas di scarico” proprio la CO2, prodotta dalla combustione degli zuccheri. Dunque, la sua concentrazione è legata al numero di persone che occupano un determinato spazio e alle possibilità di ricambio dell’aria. Ciascuno di noi respira circa 22 mila volte al giorno, quindi le quantità di questa molecola in una stanza con più persone possono diventare enormi. Per misurarle si usa l’unità ppm, cioè parti per milione. Ci sentiamo a nostro agio in ambienti con una concentrazione di CO2 al di sotto dei mille ppm, mentre avvertiamo fastidio al di sopra dei 2 mila ppm. Peccato che in una camera da letto non ventilata o in una classe gremita si possano raggiungere fino a 5 mila ppm.








