Forte, gelosa, vendicativa: la natura passionale di Olimpiade, madre di Alessandro Magno, fu la sua forza ma anche la sua condanna: fece uccidere ogni nemico e oppositore, ma dopo la sua morte restò isolata e fu uccisa a sua volta
Prima di essere chiamata Olimpiade, la madre di Alessandro il Grande aveva nome Myrtile. Vantava un’origine semidivina in quanto discendente di Neottolemo, figlio di Achille, e di Andromaca, vedova di Ettore. Nata in Epiro e rimasta orfana in giovane età, fu data in sposa da suo zio Aribba al re di Macedonia Filippo II. Fu questi a imporle il nome di Olimpiade a ricordo della sua vittoria nella corsa dei carri a Olimpia. Secondo la tradizione, le nozze si sarebbero consumate in un santuario ipogeo nell’isola di Taso dedicato ai riti barbarici e orgiastici del Dioniso trace, ai quali la giovane regina rimase dedita per tutta la sua esistenza. Secondo la testimonianza di Plutarco, nelle processioni dionisiache Olimpiade avrebbe danzato avvolta nelle spire di serpenti. Fu probabilmente da questi atteggiamenti che si originò il mito secondo il quale non sarebbe stato Filippo a ingravidarla, ma Zeus in persona sotto forma di serpente. Filippo, in realtà, odiava quei riti che lo indussero addirittura a rimandarla in Epiro, da dove in seguito la richiamò avendo saputo che era incinta. Olimpiade aveva solo 19 anni quando partorì Alessandro e subito dopo Cleopatra.
Tra moglie e marito
I rapporti fra Filippo e Olimpiade non erano facili benché probabilmente fossero legati fra loro da una forte attrazione fisica: lei era impulsiva, aggressiva, gelosa e vendicativa. Alessandro certamente le somigliava dal punto di vista passionale, ma aveva ereditato dal padre anche un lato razionale che faceva di lui un freddo e lucido stratega. D’altra parte, se Filippo detestava gli eccessi dionisiaci di Olimpiade, lei non sopportava che lui avesse tante mogli e quando decise di sposare la giovanissima Euridice, figlia di Attalo, uno dei suoi generali, la misura fu colma: Alessandro prese le difese di sua madre e fuggì in Epiro con lei, ma rientrò in patria per il matrimonio del padre durante il quale Filippo fu assassinato.
Dopo la morte di Filippo
I maggiori sospetti si addensarono su Olimpiade, ma Alessandro salì al trono e attuò il piano di suo padre riguardante la guerra in Asia. In Macedonia lasciò invece Antipatro, un generale della vecchia guardia, conservando un rapporto affettuoso con la madre, alla quale mandò sempre dei regali e scrisse tenere lettere, senza mai permettere che si impicciasse di politica. Da parte sua Olimpiade continuò a occuparsi delle questioni personali di Alessandro lamentandosi del trattamento che le era riservato dal reggente Antipatro, il quale in proposito scrisse al re una lettera di fuoco. Alessandro gli avrebbe risposto:«Antipatro non sa che una sola lacrima di mia madre vale più di mille lettere come questa».
Dopo la morte di Alessandro
Alessandro morì nel 323 a.C. a soli 32 anni di età. Alla sua morte seguirono alterne vicende nelle quali Olimpiade appoggiò ora l’uno ora l’altro dei pretendenti al trono. Alla morte di Antipatro sostenne il nuovo reggente Poliperconte e cercò di legare a sé Perdicca promettendogli la mano di sua figlia Cleopatra. Poi però Perdicca morì e Olimpiade fu consigliata di insediarsi nella capitale, mentre l’ex segretario di Filippo e di Alessandro Eumene la esortava a restare in Epiro con Rossane, vedova di Alessandro e madre di Alessandro IV. La situazione era confusa: era sceso in campo Cassandro, figlio di Antipatro, fiancheggiato da Filippo Arrideo, fratellastro di Alessandro. In seguito, affiancata da un esercito epirota, la regina Olimpiade affrontò Nicanore, fratello di Cassandro, e Filippo Arrideo, reggente dell’impero.
Nessuno tocchi Olimpiade
L’armata macedone si rifiutò di battersi contro la madre di Alessandro, considerata la madre di un dio, e fu quindi facile per lei far prigionieri sia Arrideo con la moglie Euridice sia Nicanore e subito dopo metterli a morte assieme a molti dei loro soldati, che erano in parte reduci delle campagne di Alessandro: un errore che avrebbe dovuto evitare. Invece Olimpiade fu spietata, violenta e vendicativa. Poi si insediò nella fortezza di Pella nella capitale, dove fu raggiunta da Rossane e dal piccolo Alessandro IV che cercavano protezione mentre i Diadochi (e cioè i generali macedoni di Alessandro) si spartivano il suo impero. Intanto Cassandro aveva lasciato il Peloponneso e stava risalendo verso nord per stringerla d’assedio in Pella.
Ultimo atto
«Qualora dovesse succedere qualcosa al bambino (Alessandro IV) la Macedonia andrà a Cassandro», così recitava una clausola nel trattato di Cipro. Quando Alessandro IV fu alla soglia dei 16 anni, età che gli avrebbe consentito di regnare, ovviamente Cassandro attaccò Olimpiade, che se non si fosse resa odiosa, avrebbe potuto contare su amici e alleati. Invece si trovò completamente sola. Caduta nelle mani di Cassandro, fu messa sotto processo per aver ucciso Filippo Arrideo, reggente in attesa che Alessandro IV fosse in età di regnare. Olimpiade cercò di difendersi ma le fu impedito. Cassandro mandò dei soldati macedoni a ucciderla, ma questi si rifiutarono; allora inviò i parenti dei soldati messi a morte da lei dopo la vittoria su Nicanore e Arrideo e questi la strangolarono. In seguito Cassandro fece uccidere sia Rossane sia Alessandro IV. La stirpe di Alessandro Magno si era estinta.








