I suoi grani nobilitano ogni sapore e ci regalano tante proprietà digestive, snellenti e antitumorali
Il pepe, la spezia in assoluto più amata e popolare di sempre, si ricava dalle bacche di Piper nigrum, piccole drupe dalla scorza intrisa di resine e sostanze aromatiche che racchiude un cuore dal sapore più fruttato, ideale per aggiungere brio ai piatti primaverili e combattere la spossatezza tipica della stagione con un’azione tonica e stimolante.
Carne e verdure gli rendono omaggio
Una spolverata sottile di pepe esalta il sapore di ogni alimento; più generosa, aggiunge invece piccantezza. Questa spezia trionfa sulle carni (e ne migliora la digeribilità), rende più interessanti le verdure (è ottima su quelle dolci come nocchi, patate, piselli e carote, o su carpacci e pinzimoni primaverili) e sorprende nei dessert: provalo con miele e cioccolato, ma anche con panna e crema, oppure sulle macedonie, come i migliori chef.
Impara a usare i diversi tipi
Vero pepe è solo quello che deriva da piante della famiglia delle Piperacee, specie tropicali a liana, che si coltivano n da tempi remoti in India, Cina e Sudest asiatico, e oggi anche in Africa e Sudamerica. Pepe verde, nero, bianco e rosso provengono tutti dall’albero di Piper nigrum; differiscono fra loro per il grado di maturazione alla raccolta e per la lavorazione.
• VERDE: è raccolto allo stato ancora immaturo e conservato in salamoia o sotto aceto. Ha un sapore fruttato e tenue. Eccezionale sulle carni rosse (il classico filetto), da provare su carne bianca. Si abbina bene con noce moscata, coriandolo e ginepro.
• NERO: si raccoglie a metà maturazione e viene seccato al sole. È il più piccante, ma anche il più versatile. Dà il massimo sui formaggi.
• BIANCO: è raccolto a maturazione completa, messo a mollo, fermentato e privato del pericarpo (la buccia esterna), poi fatto essiccare. Il gusto aromatico si abbina al pesce.
• IL PEPE “LUNGO”: dalla varietà Piper longum ha un retrogusto fresco e tabaccato. Ideale con pollo, tacchino, agnello, crostacei, verdure e dessert. Gustalo così: trita un avocado con la forchetta, mescolalo a formaggio caprino, scorza di agrumi grattugiata, olio e tanto pepe nero.
• ROSSO: si ottiene mettendo in salamoia le bacche mature. È diffuso solo in India.
È l’afrodisiaco più antico
Per la sua capacità di “mobilizzare il sangue”, il pepe è da sempre usato come afrodisiaco. A Roma coi suoi semi miscelati a quelli di ortica si preparava un rimedio stimolante, decantato già nell’Ars amatoria di Ovidio; nel Cinquecento lo si usava contro l’impotenza… E oggi è provato che la sua azione congestionante predispone all’amore.
Il piccante stimola digestione e umore
Responsabile del gusto piccante è la piperina, un alcaloide da cui dipendono anche i molti bene ci della spezia. Il consumo di pepe, infatti, fa aumentare i succhi gastrici e migliora la digestione; abbassa i livelli di grassi nel sangue, stimola la termogenesi e il dimagrimento; protegge le cellule dalle mutazioni genetiche all’origine di tumori e stimola anche gli ormoni del benessere (serotonina e dopamina), con un effetto tonificante utile contro il “mal di primavera”. Poiché ha un’azione leggermente irritante sulle mucose, è sconsigliato in caso di gastriti, ulcere, coliti ed emorroidi.
Con l’avocado per il sistema nervoso
Ecco una ricetta fresca, che diventa un ottimo primo da preparare a fuoco spento. Frulla un cucchiaio di olio extravergine d’oliva, un avocado maturo, mezza tazza di latte di cocco, olio extravergine, succo di limone, pepe nero e un pizzico di curcuma. Insaporisci con un cucchiaio di yogurt bianco. La curcuma in questo piatto è resa maggiormente biodisponibile dal pepe nero e accentua la sua azione antiossidante. L’avocado è saziante, contiene tanti grassi buoni e sostanze che proteggono il sistema cardiocircolatorio e quello nervoso. Inoltre favorisce il riposo notturno.








