La FINE di un AMORE: uscire indenni da un rapporto riappropriandosi del futuro

La fine di un amore: come uscire indenni da un rapporto

È difficile superare il turbinio di emozioni e di dolore dovuto alla fine di una storia d’amore e riadattarsi alla vita da single. Si tratta di un momento davvero delicato, e lo è ancor di più per chi tende a lasciarsi travolgere dall’altra persona, a dedicarsi con tutto il proprio essere alla coppia.

Quando una storia finisce, si rischia di rimanere incastrati nel conflitto tra la paura di lasciarla andare e, allo stesso tempo, la necessità di emergere dal pantano di sentimenti che stringono il cuore, lacerano e fanno male. Si sarebbe disposti a “fare di tutto” pur di uscire da quella condizione.

Chiodo scaccia chiodo

Una strategia molto utilizzata, seppur in modo inconsapevole, è quella di trovare una nuova storia che possa sostituire quella appena finita. Che sia un rapporto stabile o solo carnale, spesso si crede che ricercare subito una persona alternativa sia un modo per voltare pagina, lasciarsi alle spalle l’ex e ripartire.

Questa, però, non è una buona soluzione poiché gettarsi in una nuova relazione non dà modo di ascoltare e prendersi cura dei propri sentimenti. È una via per non vivere pienamente il proprio dolore, evitando la solitudine e non affrontando i demoni interiori che un rapporto in crisi fa emergere. Come le farfalle, prima di spiegare le ali abbiamo bisogno di attraversare la metamorfosi nella crisalide; in modo analogo, noi dobbiamo affrontare un periodo di trasformazione, di passaggio dall’essere coppia all’essere individuo, fatto di ricostruzione dei propri confini, di crescita e di lezioni relative alla propria esistenza tratte da ciò che ha funzionato e cosa invece si è rivelato fallimentare all’interno della relazione.

Per questo motivo, anche tentare di ristabilire un contatto con l’ex-partner non è una buona idea; quando si è maggiormente vulnerabili a livello emotivo, infatti, si tende a ingigantire l’importanza di piccoli gesti dando più valore a interazioni di circostanza, finendo per distrarsi da se stessi. Una risposta educata del/della ex a un messaggio WhatsApp, ad esempio, può essere letto come un segnale di un rinnovato interesse o di un riavvicinamento, ma, in realtà, il legame che ha unito due persone non ha possibilità di rimodularsi, ed è per questo che tutto può apparire così ambiguo e sospeso. Anche se non è escluso che due persone possano tornare insieme, è necessario prendersi del tempo per maturare, come singoli individui, prima di incontrarsi nuovamente. Non si tratta di “riprovare una vecchia storia” che era giunta al termine perché non si trovavano più punti d’incontro, bensì di costruirne una nuova, e ciò presuppone che ciascuno dei due abbia attraversato un processo di rinnovamento.

Quale direzione dare alla propria vita?

Chi esce da una storia si chiede in modo ansioso cosa accadrà nella propria vita da quel momento in avanti e verso dove dirigere i propri passi. Terminare un rapporto vuol dire, infatti, ritrovarsi in una situazione di sospensione costellata da incognite: non si sa che significato attribuire a tutto ciò che è stato costruito insieme all’altra persona e allo stesso tempo non si ha idea di quale direzione prendere.

La sensazione di assenza di terreno sotto i piedi e di vuoto interiore rendono difficile ripensarsi, soprattutto al di fuori della coppia che è stata, per un tempo più o meno lungo, fonte di sicurezza e persino d’identità. In un rapporto, le persone imparano a sentire, pensare, sognare e progettare in due: sebbene sia importante mantenere la propria individualità e progettualità, è naturale tenere in considerazione l’altro nello scegliere le tappe della propria vita, dalle cose meno importanti e quelle più rilevanti. Lasciarsi ci mette in contatto con un vuoto talvolta troppo grande da riempire, inoltre, più ci si sforza di colmarlo più l’ansia aumenta. Ma l’ansia non è un’emozione cattiva: è una parte di sé che non ha bisogno di movimento, di fare; deve solo vivere un certo raccoglimento e si attiva per segnalare che occorre sostare per centrarsi su se stessi.

Non bisogna dunque “andare in una direzione”, ma “fermarsi” prendendosi il tempo necessario per ritrovarsi, poiché, per colmare il vuoto, non abbiamo bisogno di altri fattori al di fuori di noi. È tempo di decantare. Va dato spazio alla delusione, alla rabbia e alla tristezza per accoglierle e ascoltarle. Sono stati d’animo che fanno parte di noi ed è importantissimo dar loro la giusta attenzione prendendosene cura, così da poterli esprimere.

Quando un amore finisce, infatti, si sente il bisogno di sfogarsi con un amico o un’amica, di tirare fuori tutto ciò che si ha dentro, di mettere in ordine i pensieri e ricostruire il significato della storia che è stata vissuta. Non sarebbe possibile farlo senza fermarsi e buttandosi subito in nuovi rapporti: le emozioni rimarrebbero sopite e verrebbero riversate alla prima occasione sul nuovo partner, insieme a vecchi rancori rimasti irrisolti. Non è raro che si rivivano in un nuovo rapporto gli stessi episodi di gelosia o gli stessi motivi di crisi che sono stati vissuti in passato e che ora si ripresentano perché non sono stati elaborati e integrati. Fermarsi e darsi tempo per prendersi cura delle proprie emozioni è il primo passo da compiere quando un amore giunge al termine.

Fissare i bei momenti

Anche se la fine di una storia porta spesso con sé rancori e dissapori, nel processo di elaborazione arriva un momento in cui emerge il bisogno di fissare nella memoria i momenti più belli della relazione passata affinché non siano dimenticati.

Si tratta di ricordi che vanno riposti con cura, come si fa con delle fotografie in un album, perché si riferiscono a qualcosa di importante che è stato costruito e che ci ha permesso di crescere e di diventare una persona diversa rispetto al passato, arricchita dall’esperienza di un pezzetto di vita vissuto insieme. «Chi sono io oggi, dopo aver vissuto questa storia?». Raccogliersi, dunque, vuol dire anche accogliere i momenti di bellezza che ci sono stati nel cammino e prenderne coscienza: attimi di gioia e divertimento, quelli in cui ci si è scoperti forti nel dare sostegno all’altra persona, presenza, aiuto, ma anche quelli in cui sono state esposte le nostre fragilità, lasciando che fosse l’altro a sostenerle.

Sono queste le esperienze che ci cambiano profondamente ed è per tale ragione che occorre custodirle e farne tesoro. Riavviare il progetto di vita. Soltanto dopo essersi centrati su di sé è possibile porre le basi solide per poter riaccendere il desiderio di un nuovo progetto di vita. Ancora una volta, è possibile ripartire da sé riattivando proprio le passioni e i desideri che in passato sono stati messi da parte e che oggi costituiscono la chiave per soddisfare il bisogno di riprendere in mano la propria vita. Dobbiamo tornare a passeggiare nella natura, fare sport, shopping, sentirci belli, indossare i vestiti che amiamo, viaggiare, studiare, esplorare nuove opportunità di lavoro, approfondire nuovi interessi e nuovi hobby.

Tutto ciò vuol dire entrare in contatto con nuove possibilità di bellezza aprendo una finestra su mondi alternativi e preparandoci a una nuova fase della vita fatta di progetti. Sarà un viaggio verso nuovi scenari, in cui portare gli elementi da cui oggi ci sentiamo rappresentati lasciando andare quelli che percepiamo più distanti e meno utili. Una storia che finisce, ma che non termina mai realmente, continua a vivere dentro di noi, assumendo altre forme, plasmandoci nella nuova persona che oggi siamo diventati.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *