Che orecchio! Come lo fanno? Qual è la differenza tra noi e loro

Che orecchio! Come fanno? Qual è la differenza tra noi e loro

Che ci senta benissimo non è un mistero, ma come funziona l’udito del gatto? Il meccanismo che lo regola è unico, come la voce. Voci e suoni felini: scopriamoli assieme!

Quanto è sensibile l’udito dei gatti? In due parole: incredibilmente sensibile. Per questo gli uomini ne sono sempre stati affascinati. A questo proposito la scrittrice Ella Maillart diceva di avere l’impressione che la sua gatta «non potesse vedere niente senza utilizzare le orecchie». E l’autore francese Jean-Louis Hue usò queste parole per definire le orecchie del gatto: «Afferrano i suoni come la mano afferra un oggetto». Già la forma esterna di questo organo di senso nei mici è straordinaria: ciascun orecchio si muove indipendentemente dall’altro grazie all’azione di quindici muscoli. I padiglioni auricolari rivestono un’importanza fondamentale nell’incessante ascolto dell’ambiente circostante. Grazie a questi il felino può localizzare ogni fonte sonora e calcolarne con precisione la distanza. L’udito non riposa neppure durante il sonno: quante volte ci capita di nominarlo mentre dorme e vedere che muove le orecchie o apre un occhio come a dire “Sììì? Parlavate di me?”.

Inoltre il gatto è meraviglioso anche per una sua caratteristica percettiva che ha sempre affascinato gli etologi: i rumori privi d’interesse, per quanto forti, vengono captati durante la veglia, ma eliminati dalla percezione. Però bastano il fruscio di un topo, l’apertura cauta dello sportello del frigorifero o altri suoni evocativi o inquietanti per svegliarlo subito e metterlo in posizione di attacco, caccia o difesa. Le orecchie del gatto sono vigili ventiquattr’ore al giorno. Probabilmente è per questo che riposa per intervalli di tempo molto brevi, e pertanto ha bisogno di lunghi periodi di sonno.

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