Allergie nei gatti: cause e soluzioni

Allergie nei gatti: cause e soluzioni

Per fortuna i casi sono rari, ma anche i piccoli felini possono soffrire di reazioni avverse al cibo, allergie o intolleranze alimentari. Come fare per rendercene conto e risolvere il problema? La dieta di eliminazione ci viene in aiuto

Le allergie e le intolleranze alimentari possono essere considerate il “male” del nuovo millennio. Negli ultimi anni, infatti, sembrano essersi moltiplicate. In particolare, in campo umano, una delle più frequenti è l’intolleranza al glutine, ma sono molti gli allergeni alimentari, cioè le sostanze in grado di scatenare reazioni avverse: tra i principali figurano il latte, le uova, i crostacei e la frutta a guscio. Di pari passo, l’attenzione al cibo è cresciuta molto: c’è maggiore consapevolezza sulle origini e sugli ingredienti, siamo più attenti alla qualità, consapevoli che il legame tra cibo e salute è ormai indubbio e scientificamente dimostrato. Tutto ciò vale anche per i nostri amici a quattro zampe: sempre più veterinari e nutrizionisti animali sottolineano l’importanza di una corretta alimentazione. Ma anche cani e gatti possono soffrire di disturbi legati alla dieta?

Allergie o intolleranze? Dipende dalla risposta immunitaria

Allergie e intolleranze alimentari sono la stessa cosa? No, anche se normalmente si tende a far coincidere i due termini. Più correttamente si dovrebbe parlare di reazioni avverse al cibo, perché non sempre la risposta immunitaria è la medesima. Nel caso delle intolleranze alimentari il sistema immunitario non è direttamente chiamato in causa: l’organismo felino non è in grado di digerire, e quindi metabolizzare correttamente, un componente dell’alimento presente nella pappa. Le intolleranze sono caratterizzate da reazione anche ritardata, che tende a diventare cronica, e non sono strettamente legate alla quantità di alimento consumato. Nel caso delle allergie, invece, il sistema immunitario è direttamente coinvolto: si verifica, cioè, una risposta massiva e solitamente immediata del sistema immunitario nei confronti di quantità esigue di particolari componenti di un alimento. L’unica soluzione, in questi casi, è evitare accuratamente gli alimenti allergizzanti. Quali sono i sintomi che si verificano più di frequente in un gatto colpito da una reazione avversa al cibo? I segnali iniziali, che spesso si presentano quasi contemporaneamente, sono le dermatiti e i disturbi gastroenterici che si manifestano sotto forma di eruzioni cutanee pruriginose, vomito e diarrea. Altri sintomi possono includere disturbi agli occhi, con arrossamento, eccessiva lacrimazione e prurito, e alle orecchie (infiammazione, produzione anomala di cerume, otite) ma anche prurito diffuso alla bocca e alle labbra, nausea e perdita di peso.

Il gatto è allergico? Non sempre il test è utile

Esistono diversi test che permettono di diagnosticare un’allergia alimentare, ma il più attendibile è quello sierologico: un semplice prelievo di sangue consente di identificare quegli allergeni contro i quali vengono formati gli anticorpi, in particolare le igE (immunoglobuline E) e le igG (immunoglobuline G). Come abbiamo detto in precedenza non tutte le reazioni avverse al cibo si manifestano su base immunitaria e, dunque, non tutte possono essere identificate attraverso i test sierologici: questi ultimi, infatti, andando a rintracciare le molecole coinvolte nella risposta immunitaria fornita dall’organismo, possono individuare un’eventuale allergia ma non le intolleranze alimentari. In conclusione, non tutti gli esami di laboratorio ci permettono di trovare una risposta a tutti i sintomi provocati da una cattiva digestione perché potrebbero non averne alcuna. Inoltre, non sono infrequenti false positività verso alimenti “innocui”, ossia non responsabili dei sintomi e dei segni clinici riscontrati nel nostro piccolo felino.

La dieta di eliminazione: Efficace per rintracciare l’alimento che provoca disturbi al gatto

Esiste un’alternativa efficace al test sierologico che, come abbiamo accennato, non sempre è in grado di dirci se il nostro amico soffra di allergia o intolleranza. L’unico modo efficace per diagnosticare una reazione avversa al cibo rimane la dieta di eliminazione (o privazione) che consiste nella somministrazione per circa 6-8 settimane di una fonte proteica che il gatto non abbia mai assunto in precedenza. Si tratta di un percorso lungo, durante il quale è bene non sgarrare offrendo al nostro micio snack fuoripasto o qualche pezzettino di carne o prosciutto che cade dalle nostre tavole, ma si tratta dell’unico metodo risolutivo. Se la dieta di eliminazione ha portato alla scomparsa dei segni clinici osservati in precedenza o a una loro significativa riduzione, dobbiamo ritornare alla pappa fornita abitualmente al nostro amico e osservare un’eventuale recidiva entro una decina di giorni al massimo. In caso di ricomparsa dei segni clinici abbiamo la certezza che si tratti di una reazione avversa al cibo e possiamo riprendere con la dieta di eliminazione. Dopo circa un mese proviamo a inserire un nuovo alimento, controllando che non si verifichino reazioni avverse. Se tutto va bene, procediamo in questo modo, inserendo man mano nuovi ingredienti a distanza di circa una settimana l’uno dall’altro: in questo modo sarà più facile individuare l’alimento che crea problemi al nostro amico con la coda e allo stesso tempo non lo costringeremo a una dieta troppo monotona.

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